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mercoledì 5 ottobre 2022

Talenti o abilità personali?

 

Talenti o abilità personali?








Ciao


Oggi vogliamo parlare insieme dei talenti. Esiste nel Vangelo una famosa parabola dei talenti, Matteo 25, 14-30.

Il Vangelo però parla di talenti, cioé, di soldi da far fruttificare.

Noi sappiamo che quei soldi sono l'immagine di qualche altro valore.

Cosa sono i talenti?

Vi faccio un esempio e vi riporto una mia esperienza pratica, per la chiarezza.






Io so suonare la chitarra, ho sviluppato una competenza a livello base, quello che mi basta per suonare a messa ed accompagnare il canto. A volte mi diverto a strimpellare qualche canzone di qualche autore famoso.

Mi piace la rumba che purtroppo, non suono,




e mi incanto ad ascoltare canzoni in youtube.

Bene. Tempo fa sono entrata in un'associazione di beneficenza a Merano e tra le tante cose andavo nelle case di riposo per anziani a suonare per fare animazione. Potete immaginare la gioia degli anziani, loro poverini, sulla sedia a rotelle, che anche se non erano più in grado di cantare insieme a noi, a volte muovevano chi la testa, chi la mano, chi il piede per accompagnare il ritmo.

Poi, capite, … la pandemia, … nelle case di riposo non ci fanno più entrare. Fine dell'animazione.


Domanda: che cos'é questo? Un talento? Che io ho fatto fruttificare?

Se devo dire la verità ho un margine di dubbio.



Io nelle case di riposo mi andavo a divertire. Passavo dei pomeriggi meravigliosi insieme con tutti gli amici del gruppo, a suonare e a cantare io mi divertivo, mi emozionavo e mi gasavo. Inoltre avevo la possibilità di uscire, accrescere contatti e conocenze, … Si sanno queste cose.


Ma, cosa sono allora i talenti?


Spesso, anzi molto spesso, si confonde un talento con delle proprie abilità o competenze. Tutto quello che noi sappiamo fare nel tempo libero, sotto forma di hobby, dal venerdì pomeriggio alla domenica, dopo una settimana di lavoro, lo consideriamo talento. Solo perché poi il frutto delle nostre creazioni lo doniamo agli altri. Ne ricaviamo complimenti, autostima, apprezzamento. Bene. Ma non credo che si tratti di talenti. Quando noi diciamo … ha talento per la musica, ha talento per il calcio, ha talento per la matematica, ha talento con il computer, … quelle sono abilità e ci esprimiamo purtroppo con le parole sbagliate quando affermiamo di avere talento nella confezione di dolci.

Un talento, quello del Vangelo, non é per noi, un talento é per gli altri. OK, che io ho suonato la chitarra per gli anziani, bene. Ma un talento spesso, é anche una dote nascosta che noi stessi non sappiamo di avere. Noi non conosciamo a fondo noi stessi. Dio ci ha dotato di talenti per il bene degli altri, non solo per la nostra autostima. Quante volte nella vita ho fatto un favore a qualcuno, senza sapere di aver risolto un grande problema. In quel caso ho esercitato un talento nascosto di cui io stessa non ne ero a conoscenza. Spesso Dio ci induce a fare qualcosa di particolare ma di innocuo che torna utile per gli altri ma che a noi non da niente. E' così. Il talento é per gli altri e Dio non vuole che noi ce ne rendiamo conto affinché non ce ne facciamo un vanto personale ma rendiamo la giusta lode e la giusta gloria appunto a Dio.

Vi faccio un altro esempio e vi parlo di nuovo di me per la chiarezza.



Oltre a suonare la chitarra io canto per la liturgia. In questo periodo, sono l'unica suora giovane col timbro del soprano e le suore si aspettano che canti bene tutto il Gotteslob, che sarebbe il libro di canti della chiesa tedesca con musica classica da organo.

Potete immaginare la noia. E' certamente una musica bellissima e seria composta da autori di un certo rilievo. Ma a me non piace. Senza ritmo, molto lenta e la chitarra si addice pochissimo anche se volessi eseguire degli arpeggi. E' una musica composta da molti 2/4 e molti 4/4, quindi, appunto, lenta. E pensare che io da ragazzina amavo ascoltare i ritmi delle vecchie canzoni di Umberto Tozzi, ma le suore vogliono che canti perché ho una buona voce, e mi hanno fatto frequentare 3 anni un corso di canto per impostare la voce.



Il Gotteslob alla fine l'ho imparato, lo suono, e intono i canti a messa, la messa tedesca. Non mi diverto, non mi gaso, non mi emoziono. Sto solo facendo un favore alle suore anziane, sto solo rendendo un servizio alla comunità, servizio per la gente che viene a seguire la nostra messa, un servizio per la liturgia. E so che il servizio, lo so eseguire bene perché ho dimestichezza nel campo della liturgia, ehm, liturgia cantata.




Io penso di avere talento per il canto. Il canto é una dote che ho, cioé, ho la voce del soprano, so urlare, so intonare i canti, li so accmpagare con lo strumento. Per altro, so leggere in tedesco, perciò mi riesce bene lavorare con il Gotteslob. La dote che ho, é un'abilità che ho per natura. La dote diventa talento nel momento in cui io la metto a servizio per gli altri senza ricavarne nessuna gioia personale, se non solo il piacere di essermi resa utile agli altri. Il talento é per gli altri.

Quando invece suono la chitarra con gli altri delle canzoni composte con musica ritmica e batteria io mi diverto e ne ricavo la mia brava gioia personale. Non é quindi un talento ma un bene solo per me stessa, anche se ho fatto divertire gli altri.


E' chiaro quello che voglio dire io?

Sì, ammetto che si tratta di opinioni personali.

Vi invito, per la chiarezza a leggere pagine di teologia fondamentale per ricevere delle spiegazioni valide sui talenti.

Ma al di là della teologia, finhé si tratta di meditare su di alcune pagine del Vangelo, ecco, questo é ciò che significa per me il talento, una mia dote personale messa a servizio degli altri, per la gioia degli altri, non per la mia gioia personale.


Fammi sapere

Sr. Mariadoria

venerdì 13 maggio 2022

Egli non e` il nostro psicologo consulente

 





Egli non e` il nostro psicologo consulente

Ciao.

Volevo riflettere con te su di un tema interessante e cioe` che quando uno di noi e` in difficolta` la tendenza e` quella di rivolgersi a Dio. Mi capita a volte di incontrare persone che pregano, pregano, pregano, frequentano gruppi della parrocchia, leggono libri spirituali e fanno pellegrinaggi per cercare Dio perche`, appunto hanno da risolvere un problema personale.

Bene. E’ molto importante rivolgersi a Dio e non limitarsi alle proprie intuizioni personali o alle tante teorie che ci sono nel mondo. Pregare e` molto importante. .. ma c'e` un pero`.

Dio non e` il nostro psicologo. Va bene pregare, ma serve altro per risolvere un problema.

Noi abbiamo la tendenza a sottoporre all’attenzione del Dio misericordioso tutti i nostri problemi interiori, tutti i nostri conflitti inconsci non risolti, tutte le nostre ansie, le nostre ferite. Bene, come ho detto prima, bene. Ma Egli non e` il nostro psicologo. Quando Egli ci aiuta e ci fa ritrovare la strada, la corretta via, ci da una risposta, Egli in realta` ci sta chiedendo qualche cosa di molto piu` grande. Dobbiamo collaborare. Se ci rivolgiamo a Dio per la risoluzione di un nostro problema, e allora dobbiamo essere consapevoli che Egli ha elaborato per noi un programma della nostra vita, diverso da quello che conduciamo. E’ proprio il caso di dire che Egli risolve i nostri problemi a modo suo.

Quali sono I suoi modi?

La risoluzione di un problema richiede dei cambiamenti radicali nella nostra vita. Noi pero`, non siamo sempre disposti a cambiare rotta. Quando le cose nella nostra vita non vanno, spesso e` perche` abbiamo fatto di testa nostra, inconsapevolmente e ci siamo ritrovati cosi` nei guai. Abbiamo dimenticato che Dio e` la via. Ci sono persone che stanno tutta la vita con ansiolitici, psicologi e fanno yoga per ritrovare se stessi perche` qualcuno gli ha detto che aveva un problema durante l’infanzia che non e` stato risolto. Va bene impegnarsi ad elaborare il conflitto, e a farlo poi con la preghiera. Ma a volte il conflitto lo si puo` risolvere relativizzandolo. Dobbiamo cambiare vita. Spesso la vera soluzione psicologica dei nostri problemi e` fare del volontariato, avere pazienza con chi ci annoia, riconoscere una nostra colpa, chiedere scusa, dire grazie, salutare un conoscente, regalare un sorriso, interessarsi degli altri. Interessarsi degli altri alleggerisce l’impatto pesante di un nostro problema privato. Gesu` stesso diceva nel vangelo c’e` piu` felicita` nel dare che nel ricevere.

Quando sei triste a causa di una malattia, o di un divorzio, o per un figlio non ancora realizzato,, va’ da Dio, prega, chiedigli aiuto ma poi chiedigli anche cosa vuoi?

Spesso un problema altro non e` che il risultato di un atto di misericordia negato, oppure la conseguenza negativa di una sciocchezza fatta.

Che cos’e` la preghiera? La psicologizzazione della nostra fede? No.

Egli non e` a nostra disposizione, Egli non e` il nostro psicologo consulente. E’ psicologo in quanto Egli ci ha creati dotandoci di psiche e corpo umano. Ma la vita quotidiana e` una relazione continua con Lui per la realizzazione del bene. Se ci dimentichiamo di Lui, arrivano i nostri problemi. Lo psicologo ti offre certamente la giusta terapia ma il problema non scomparira` mai se non andiamo da Lui a realizzare il bene. Dio ha bisogno di te. Lo aiuti? E` qui la vera soluzione dei nostri conflitti.

 

Sono stata chiara?

Fammi sapere

 

Sr. Mariadoria

 

giovedì 12 maggio 2022

Vuoi proprio pregare per la pace?

 






Vuoi proprio pregare per la pace?


In questo triste periodo segnato da eventi bellici la gente credente tende a dedicare del

 tempo alla preghiera, alla preghiera per la pace. Sui social ci sono tante vignette e

 tanti video che illustrano delle intenzioni morali per la pace. Anche il Santo Padre ha

 indetto una preghiera per la pace proprio quando la situazione delle armi si faceva

 sempre più seria.

Ma riflettiamo un pochino sulla pace e sulla preghiera della pace.


Vangelo di Giovanni capitolo 1  

In lui era la vita


e la vita era la luce degli uomini;


la luce splende nelle tenebre,


ma le tenebre non l'hanno accolta.

E ancora

 Egli era nel mondo,


e il mondo fu fatto per mezzo di lui,


eppure il mondo non lo riconobbe.


Venne fra la sua gente,


ma i suoi non l'hanno accolto.


Riflettiamo sul concetto della luce.



Queste parole riflettono la nascita del Bambin Gesù, di quel Gesú che venendo al

 mondo ci portava la luce.

Che cos'é questa luce? La luce é l'immagine della pace, della speranza, della salvezza,

 della solidarietà, della giustizia, dell'amore, della carità, e tu che mi leggi hai

 sicuramente altri concetti da aggiungere alla lista. Sai già di che cosa sto parlando.


Ma nel brano del Vangelo c'é scritto che le tenebre non hanno accolto la luce. Sì, é

 vero, gli uomini, non hanno accolto la luce, non hanno accolto tutti quei valori che ho

 elencato nella lista. Per motivi privati, o per disagio sociale, gli uomini non riescono a

 vivere nella luce.



Gesù é venuto al mondo e ha portato la luce. Egli, la luce, …, sì, d'accordo, la pace,

 l'ha già portata, l'ha portata una volta per tutte.

Ma gli uomini scelgono la guerra. E poi, ... si prega per la pace. Ha senso?



OK, va bene. Continuiamo pure a pregare per la pace. La preghiera di intercessione é

 molto importante. Sempre pregare. Non solo per i problemi privati ma anche per il

 mondo. Va bene.


Ma cerchiamo di essere più coerenti, noi che crediamo in Dio e che preghiamo per la

 pace. Nel nostro piccolo, ricordiamoci che Egli é già venuto per portarci la pace. Non

 dimentichiamo. La pace c'é. E' già stato Natale, é giá venuto e ci ha già portato in

 dono tutti quei valori che conosciamo. Ma invece di alludere a quei valori in modo

 nostalgico come facciamo sempre, alla pace, per esempio, accettiamo questa pace e

 smettiamo di fare la guerra. Chiediamo nella preghiera di aiutarci a scoprire la pace

 che Lui già ci ha dato e che ha seminato nei nostri cuori. Coltiviamo la pace che Egli ci

 ha già dato.



Egli non può venire a portarci la pace ex-novo.




Sei d'accordo?


Sr. Mariadoria

martedì 10 novembre 2020

Oh, no, ancora guerra ..., ma che tempi sono questi?

 

Oh, no, ancora guerra ..., ma che tempi sono questi?













Ciao a tutti. 

C'é la guerra. Profughi corrono disperati di qua e altri profughi scappano via dall'altra parte. Con le conseguenze negative dell'impoverimento mondiale e del caro-vita.

Oggi di nuovo lockdown. Tutto chiuso. Di nuovo silenzio per le strade e nelle case. Di nuovo stop alla vita sociale, stop all'economia e non si è più in grado di progettare o programmare il fine-settimana perché non sappiamo se arriviamo fino al prossimo "domani", si vive nell'oggi, nel qui e nell'adesso, nella più totale incertezza.

Oggi l'umanità é afflitta da queste catastrofi naturali, alluvioni in quell'area geografica, e siccità in quell'altra area geografica, e lì nel frattempo, c'é stato il terremo.

La domanda che mi accompagna in questi giorni è ma che tempi sono questi? Ma che cosa sta succedendo? Quando sarò anziana avrò molto da raccontare ai giovani del futuro, ops, ... ma io non se ci arrivo all'anzianità poichè come ho appena scritto, non so neanche se arrivo al prossimo "domani"...

Che tempi sono mai questi? Che tempi strani sono questi?...

Cercando di fare una riflessione profonda su questi stranissimi tempi, senza dover ricorrere alle tecniche dell'antropologo o del sociologo o dello psicologo credo che comunque anche noi, nel nostro piccolo e con le nostre abitudini o schemi mentali, possiamo fare delle riflessioni....

Che tempi sono mai questi non sono domande che sorgono anche nei vostri pensieri? E altre domande come ma che significa tutto questo? Ma dove stiamo andando? Cosa sta succedendo? E ancora C'é un senso in tutto questo? C'é una soluzione?


Queste sono le solite domande esistenziali senza una risposta. Una risposta sicuramente c'è ma non la si trova subito....



Finalmente domande esistenziali. Le domande esistenziali sono molto importanti. Riflettere aiuta molto a cercare e a trovare il senso della vita. La ricerca del senso della vita riconduce prima o poi, che noi lo vogliamo o no, a Dio. Dio in questo periodo difficile è pronto a darci le risposte, spesso anche quelle che non vogliamo sentire. Dio ci sta invitando a chiedere, e a chiedere sempre di più, a pregare, a rivolgerci a lui, a rivolgerci a lui con fiducuia, a sviluppare la fede, ad approfondire la fede.


Il senso di quello che sta succedendo in questi stranissimi tempi è solo comprensibile nella sua mente e solo lui ce lo potrà spiegare e ci potrà dire cosa fare.


Non è vero? Non sei d'accordo? Spiega, sono curiosa.


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A presto


ciao


Sr. Mariadoria

giovedì 29 ottobre 2020

Riesci a trovare un legame tra fede e covid 19? Fammi sapere.

 

Riesci a trovare un legame tra fede e covid 19? Fammi sapere.



In questi duri tempi di pandemia si sta riflettendo spesso sulle conseguenze negative che essa ha arrecato. Sofferenza fisica, morte, paura, incertezza, disoccupazione, processo di impoverimento della società. E' già stato detto tanto nei social e alla televisione, ma il problema c'é e non è ancora stato risolto. Il virus non è stato debellato, ci sono dubbi sul vaccino e non c'è una ricetta socio-economica per intervenire a favore della gente.


E' già stato detto abbastanza anche da un punto di vista morale.

La pandemia ha costretto la gente a casa. E' già stato detto che in una situazione siffatta son stati recuperati valori che erano perduti, lo stare insieme, la famiglia riunita, l'amicizia, il risparmio, spendere soldi solo per le cose necessarie anzichè per il superfluo, dedicare il tempo agli interessi personali, a buone letture, alla casa, alla salute. C'è anche chi ha pregato di più.

Queste cose sono già note, questi commenti li abbiamo già sentiti.


Riesci a trovare un legame tra fede e covid 19? Fammi sapere.

Io personalmente non ho da dire qulcosa di diverso da quanto è stato già detto in giro.

Spero che la dura situazione attuale abbia risvegliato la fede in tanti uomini del mondo. Paura ed incertezza hanno indotto tanti milioni di persone a riflettere e a cercare Dio per una speranza.

Ci stavamo già lamentando di un mondo privo di valori, genitori, insegnanti ed educatori si interrogavano su cosa insegnare a bambini e giovani, e gente anziana si chiedeva dove stava andando a finire il mondo, un mondo pieno di corrruzione, odio, violenza, guerre, depressione, solitudine, falsità.

Credo che sia triste pensare che si doveva arrivare ad una pandemia storica per accorgersi che stavamo esagerando, che avevamo dimenticato i valori semplici dello stare insieme e i valori profondi della preghiera. Si è abbassato il tenore di vita della popolazione ma è triste pensare che dovevano morire milioni di persone stroncate da una malattia per rendersi conto che troppi lussi non portavano alla vera fortuna o al senso di benessere che la gente generalmente vuole raggiungere.

Un legame tra fede e covid 19 c'è secondo me. La gente sta maturando umanamente e spiritualmente. In questo modo sta recuperando il senso morale del vivere che prima si era perduto e sta consciamente o inconsciamente maturando nella fede.

Come ho appena detto sopra, non ho espresso un pensiero nuovo, ma concetti che già si erano sentiti.

Il covid 19 è stata una grande lezione di vita per gli uomini, una catechesi concreta e chiara per tutti, un insegnamento morale che lascia il segno nel presente e nel futuro.


E tu, ... Riesci a trovare un legame tra fede e covid 19? Fammi sapere.


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A presto


ciao


Sr. Mariadoria



mercoledì 21 ottobre 2020

La solita domanda sul senso della vita

 

La solita domanda sul senso della vita



Molti si interrogano sul senso della vita. Si nasce, si vive, si muore. Ha senso tutto questo? E come si vive? Si soffre, ci si ammala, si diventa poveri, si vive nel rischio, nell'incertezza. Ha senso tutto questo? Ha senso vivere nella solitudine dei contatti, nella bugia delle amicizie, nella corruzione dell'autorità? Che senso ha fare, costruire, produrre se poi viene la malattia e la morte e non si può godere del meritato successo?...

Queste e altre domande. La solita domanda sul senso della vita....




Se leggi la Bibbia lì potrai trovare le risposte a questi quesiti esistenziali, leggi per esempio il libro dei Proverbi oppure il vangelo di S. Luca 12:16-34 sull'inutilità del preoccuparsi della vita, sull'inutilità dell'affannarsi, dato che poi tutto finisce.


Io penso così....



La vita è un'esperienza molto interessante. Si nasce, si cresce, si costruisce, si decresce, si finisce e si muore. In questo processo ci sono sorrisi e lacrime, gioie e dolori, buon umore e sofferenza....

Il senso di tutto questo è molto chiaro....

Tutto quello che facciamo sembra pedere di valore perchè inesorabilmente la malattia, l'anzianità e la morte annullano i risultati. Da aggiungere anche episodi di corruzione, odio, guerre e povertà annullano gli sforzi di tante brave persone che hanno cercato di costruire il bene comune....

Noi dobbiamo imparare a pensare che la vita non finisce con la morte. La morte non è il traguardo finale delle nostre azioni dei nostri sforzi, delle nostre lotte....

Come ci insegna il Cristo crocifisso, che dopo tre giorni da morto torna a vivere, la morte ci dice che si tratta di un momento di passaggio dalla vita presente alla vita futura in un'altra dimensione che non conosciamo. Vita, morte e resurrezione sono fenomeni che non si possono spiegare facilmente. Non è questione di competenze didattiche o teologiche della sottoscritta. Bisogna crederci e basta. Questi fenomeni, vita, morte, vita eterna, resurrezione sono fenomeni nelle mani di Dio. E' Lui l'autore di queste cose che noi non siamo capaci di spiegare con le nostre parole ma che sperimentiamo e che conosciamo bene....

La vita attuale, dunque, altro non è che un'esperienza terrena, volta all'incontro con Geù Cristo, con quel Gesù che è come appena detto il regista di quei fenomeni misteriosi che non si sanno spiegare. Il senso della vita è lasciare fare al quotidiano con l'obiettivo di incontrare Lui. Il senso della vita é nella mente di Dio, che noi, essere umani non comprenderemo mai appieno.

Cosa succede quando si incontra Lui? Egli ci da le spiegazioni di cui abbiamo bisogno e ci prepapra al grande evento della morte. ... ehm del passaggio e della continuazione dell'esistenza nella vita eterna....


E' facile quello che ho detto? E' chiaro che quando si parla di queste cose si esprimono opinioni personali, ma Gesù nel vangelo ci aiuta a capire il senso della vita che finisce nella morte, all'apparenza, ma che non è così....



La solita domanda sul senso della vita ... tu a quale conclusione sei arrivata intorno a questa domanda, o forse non ti sei ancora posto il problema.



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Ciao


a presto


Sr. Mariadoria

giovedì 15 ottobre 2020

E allora! Non è ancora chiaro che cos'è la morale?

 

E allora! Non è ancora chiaro che cos'è la morale?



E allora! Non è ancora chiaro che cos'è la morale?

Spesso la parola morale non la si vuole neanche sentire. E' una parola che appartiene al passato, è la parola della gente con problemi relazionali che cercano il rispetto degli altri, è la parola di chi non si adatta ai tempi attuali, ...

Io penso che sarebbe interessante e utile dare uno sguardo al mondo come è adesso e provare ad immaginare lo stesso mondo se le persone decidessero di assumere un comportamento moralmente corretto nelle relazioni.

E allora! Non è ancor chiaro che cos'è la morale?

Proviamo a scoprire la morale.

La Bibbia nella parte dedicata al vangelo è piena di consigli utili e semplici che illustrano la morale.




La morale la si potrebbe considerare come un sentimento di rispetto verso l'altro, verso le cose, verso l'ambiente circostante, e verso Dio.

E' un sentimento ... , secondo me non é il rispetto in sè per sè ma il sentimento dentro di me del rispetto. Il sentimento dentro di me mi interroga e mi chiede: come si sente il mio vicino se alzo il volume della radio? Lo disturbo? Come sarebbe la spiaggia se buttassi l'immondizia sulla sabbia? Ecc.

E allora! Non è ancora chiaro che cos'è la morale?


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Ciao

a presto


Sr. Mariadoria

giovedì 8 ottobre 2020

Volontà di Dio o volontà personale?

 

Volontà di Dio o volontà personale?




Tante persone crecano di capire che cos'é la volontà di Dio e altre persone vogliono compiere la volontà di Dio. Tante persone desiderano ardentemente vivere e operare per Dio ma non sanno con precisione cosa devono fare e restano delusi quando preti o suore dicono volontà di Dio? Ama, dai, aiuta i poveri, vai a visitare gli anziani.

La domanda che si pongono le persone é la seguente: Volontà di Dio o volontà personale?

Io credo che capire la volontà di Dio richieda un minimo di riflessione.

L'oggetto della riflessione é che cosa voglio io dalla vita e devo cercare di non confondere la mia volontà personale con la volontà di Dio...

Cerchiamo di capire.

C'è un desiderio ben preciso che Dio vorrebbe realizzare con te. Costruire il bene....

Ci sarebbero diversi modi per costruire il bene ma individuiamine due, per una questione di semplicità e per non moraleggiare tanto.

Il primo é che Dio in generale vuole dall'uomo amore, amore in tutte le sue forme, costruire il bene, generosità, altruismo, atteggiamento morale nelle relazioni, atteggiamento di responsabilità verso gli altri, verso l'ambiente circostante, verso sé stessi, Dio cerca affetti e sorriso verso tutti, lasciare una testimonianza.

Il secondo è che Dio chiede la tua collaborazione nel volontariato, nella famiglia, al lavoro, nelle amicizie, che sono quegli ambiti sociali dove applicare gli aspetti appena descritti e dove devi esercitare il tuo impegno per costruire, per costruire il bene.

La volontà di Dio è dunque costruire il bene....

Quando parliamo di questo desiderio che Dio vorrebbe realizzare con noi a volte siamo pervasi dal nostro desiderio di compiere opere grandi. Volontariato? Bene. Entrare in una grande organizzazione e compiere delle opere che lascino il segno nel sociale e che ci faccia diventare un personaggio, e, .... nel nome di Dio naturalmente, convinti di aver compiuto la sua volontà.

Io penso che questo comportamento sia errato.

E' chiaro che Dio ci conosce bene e sa che noi uomini, presi singolarmente, abbiamo bisogno di sentirci realizzati interiormente, abbiamo bisogno di trascorre le domeniche pomeriggio o il tempo da pensionati facendo qualcosa di interessante. Inoltre l'autostima bassa che accomuna le persone di tutte le fasce d'età è un aspetto della vita da non sottovalutare. Dio è contento se noi nella vita ci diamo da fare e le opere di volontariato sono importanti....

Dobbiamo però sempre fare attenzione all'atteggiamento umano con cui ci poniamo o ci predisponiamo.

Qual è la volontà di Dio? Costruire il bene. Torniamo alla domanda: Volontà di Dio o volontà personale?

Dio é grato e contento di tutto quello che farai durante i tuoi giorni e il tuo tempo libero, ma non ti preoccupare di quello che devi fare.

Per costruire il bene a volte basta solo un sorriso, una bella parola, un piccolo gesto. Quello che conta per costruire il bene é lo spirito con cui tu operi, desiderio di costruire il bene....

Io personalmente vado nelle case di riposo a suonare la chitarra perché é ciò che so fare e mi accorgo che a tanti anziani che riposano in queste strutture un po' di musica fa piacere. Ne ricavo realizzazione personale, impegno nel sociale, contatti, esco, non mi metto proprio ... in evidenza, ma a dire la verità, sono un po' evidente.

Bene. Volete sapere la verità? Questa è la mia volontà. Io per Dio non ho ancora operato.

Dio é contento di me perché io sto bene dentro di me e in fondo ho fatto una cosa buona, ma non era abbastanza per lui, o non tutto.

Il vero costruire il bene con cui faccio la volontà di Dio non é la musica, bensì è la visita all'anziano nelle camere, ciò che io faccio poco volentieri perché non so che dire e mi annoio. La visita agli anziani è più importante. La volontà di Dio e nella nostra coscienza ed è a volte la realizzazione del bene nelle forme più piccole, noiose, nascoste, e che ci danno senso di scocciatura....

Volontà di Dio o volontà personale?

Questo è sicuramente un argomento da approfondire o un pensiero da meditare. Tu comunque hai sicuramente da dire qualche cosa in merito, molto importante, che possa ampliare le mie argomentazioni, quindi, ehm ... sarebbe bello se mi scrivessi.


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Sr. Mariadoria

venerdì 2 ottobre 2020

Lo sapevi che la vocazione non é una cosa solo per preti ma per tutti?

 

Lo sapevi che la vocazione non é una cosa solo per preti ma per tutti?



Ciao. Oggi vi voglio parlare della vocazione ma non scappate via, é un concetto interessante. Sì, effettivamente devo fare attenzione a dire vocazione perché tanti pensano che sia una cosa solo per preti, suore e missionari e altri pensano che chi ha la vocazione ... da prete, da suora o da missionario sia una persona speciale o diversa dagli altri.

Proviamo a chiarire le idee...

La domanda é la seguente: Lo sapevi che la vocazione non é una cosa solo per preti ma per tutti?

Vocazione significa chiamata di Dio. Dio ti chiama a ..... ?

Dio prende l'iniziativa di chiamarti.

Come ti chiama?

Dio ti chiama nel senso che comunica nel tuo inconscio, comunica nei tuoi bisogni, quei bisogni che costituiscono la tua personalità e il tuo carattere.

Cosa ti comunica Dio, ti chiama per fare cosa? ...


Sì, appunto, cercavo di farti capire che Dio non chiama solo a farsi preti e suore e missionari....


La vita di una mamma e di un papà sono oggetto di vocazione.

Anche le tue opere di misericordia per aiutare qualcuno che é in difficoltà si possono ricondurre alla vocazione.

Quando le tue relazioni sociali sono positive ed amichevoli al lavoro, nelle amicizie, nella tua famiglia perché vuoi costruire intorno a te un ambiente sereno, si può parlare di vocazione.

La vocazione (in senso lato) é tutto ciò che conduce alla pace, che ha buon fine, tutto ciò che fai con un obiettivo profondo di positività. Dio ti chiama ad amare, ... questa è la vocazione principale. 


Come vedi la vocazione non é una cosa solo per preti e per suore, non é un fenomeno che si riferisce allo stile di vita da condurre, se vuoi essere sposato o single, o se vuoi viaggiare o leggere.

Tutto ciò che costruisce il bene, in senso lato,  é riconducibile alla chiamata di Dio a operare il bene. Anche questo è vocazione. 


E' facile? Credo di sì.


Scrivimi.


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A presto


Sr. Mariadoria

venerdì 25 settembre 2020

Come venir fuori dalla sofferenza?

 

Come venir fuori dalla sofferenza?




Come venir fuori dalla sofferenza? é una domanda che si pongono tanti perché la sofferenza é un fenomeno che purtroppo accompagna la vita degli uomini, anzi mi correggo, di tutti gli uomini. Si soffre per tanti motivi, ma a volte la sofferenza viene esacerbata perchè é diffcile venirne fuori. Non si hanno le competenze per risolvere i propri problemi, ignoranza, si prega e sembra che dall'alto non arrivino le risposte che si cercano, inadeguatezza, solitudine.

Quindi, Come venir fuori dalla sofferenza?

Io con la mia esperienza ho notato che per venire fuori dalla sofferenza c'é un principio di base e poi dei passi da seguire. E' chiaro che tutti sono invitati a cercare la propria strategia, io comunque vi spiego il mio modo di veder le cose.

Io penso che la sofferenza sia un cammino da percorrere attraverso gli elementi o gli aspetti che appunto fanno male. Percorrere, dico, appunto, NO cercare di uscirne e venirne fuori, ma percorrere, passare attraverso.



E' un'esperienza della vita che vale la pena di compiere. Grazie alla sofferenza si imparano tante cose, si cresce, si matura, si sviluppa l'autostima, si diventa saggi. Il segreto é non assumere atteggiamenti di disgrazia o di sfortuna ma cercare di ricavarne il meglio. Il segreto é essere consapevoli che dopo la sofferenza c'é la soluzione. Questo é il principio.

Adesso passiamo ai passi da compiere, in modo concreto, ma invito chiunque a scoprire i propri.

Passare attraverso la sofferenza aiuta a venirne fuori. Questo é il secondo me il primo passo. Quindi vale la pena accettare la sofferenza quando viene e affrontarla con coraggio e dignità.




Questo é un passo da compiere a livello umano.

A rafforzare il coraggio e la determinatezza per compiere il cammino della sofferenza ci vuole la fede. Si deve guardare l'immagine di Gesù Cristo. Cosa gli é successo? E' andato in croce, é morto e poi é risorto. Questa esperienza di Gesú significa che dopo la sofferenza c'é una soluzione, che la sofferenza conduce ad una fine positiva che non ci apsettiamo, che la sofferenza serve a cambiare quache cosa e a fare incominicare dall'inizio. Meditare il mistero della morte e resurrezione di Cristo aiuta tantissimo ad attraversare i momenti difficili. Un secondo passo.



Infine credo molto nelle capacità relazionali. Comunicare con la gente per solidarizzare con chi ha altri pensieri difficili da elaborare aiuta tantissimo. Attenzione però a non cercare le disgrazie degli altri per giustificare i problemi propri. Un terzo passo.

Tornando alla domanda Come venir fuori dalla sofferenza?, io credo che questi passi e questo principio siano di notevole importanza nella vita dell'uomo nei tempi difficili.



Inoltre, é chiaro che vorrei poter vivere in modo sereno e tranquillo come tutti ma sono entrata nell'ordine delle idee che la sofferenza sia, ... una benedizione, un tesoro da cui trarre tanti vantaggi, un dono e quello che mi da conforto é che Gesù con la sua espreienza di morte e resurrezione abbia dato un senso a tutte le nostre esperienze negative.

Sicuramente tu avrai trovato la tua strategia e mi piacerebbe se me la condividessi.

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A presto

Sr. Mariadoria

Pane per quale tipo di salute?

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